Il pedinamento è la tecnica su cui poggia la maggior parte delle indagini: seguire una persona nei suoi spostamenti in luogo pubblico e documentare ciò che fa, dove va e con chi.
Nei film è un uomo solo in una macchina parcheggiata. Nella realtà è un'attività organizzata, che richiede più operatori, mezzi diversi e una preparazione che comincia molto prima del primo appostamento.
Come si svolge davvero
Prima di muoversi si studia il soggetto: orari abituali, mezzo utilizzato, zone frequentate, abitudini ricorrenti. Più informazioni fornisce il cliente in questa fase, meno giornate servono — ed è il motivo per cui il primo colloquio è più lungo di quanto la gente si aspetti.
L'attività vera e propria impiega quasi sempre due o più operatori. Uno segue a piedi, un altro resta sul mezzo, e si danno il cambio: una stessa persona vista tre volte nella stessa giornata viene notata, due persone che si alternano no. Anche i veicoli vengono ruotati.
Il pedinamento urbano e quello extraurbano sono mestieri diversi. In città il problema è non perdere il soggetto tra semafori, metropolitana e zone a traffico limitato. Fuori città il problema è opposto: le strade sono vuote, seguire a distanza ravvicinata è impossibile senza farsi notare, e serve anticipare le destinazioni invece di inseguirle.
La sorveglianza statica — l'osservazione prolungata di un luogo — segue regole ancora diverse, perché il rischio non è perdere il soggetto ma essere notati dal vicinato prima ancora che il soggetto arrivi.
Chi può richiederlo
Non chiunque, e non verso chiunque. Serve un interesse legittimo e giuridicamente rilevante: un rapporto di coniugio o convivenza, la responsabilità genitoriale su un minore, un rapporto di lavoro, un credito da recuperare, un contenzioso in corso o in preparazione.
Quando manca un presupposto di questo tipo l'incarico non è accettabile, ed è una verifica che facciamo prima di partire: un'attività di osservazione priva di un motivo tutelabile non produce nulla di utilizzabile e crea problemi a chi la commissiona.
Nel primo colloquio ti chiediamo quindi non solo cosa vuoi sapere, ma perché ti serve saperlo e cosa intendi farne. Non è una formalità: è il modo in cui impostiamo l'attività perché il risultato regga.
I limiti tecnici che non superiamo
L'osservazione avviene in luoghi pubblici o aperti al pubblico, e riguarda ciò che è visibile da lì.
Non installiamo localizzatori satellitari su veicoli che non appartengono a chi ci incarica. Non accediamo a telefoni, computer, account di posta o messaggistica. Non intercettiamo conversazioni. Non entriamo in proprietà private e non riprendiamo l'interno di abitazioni, nemmeno dall'esterno.
C'è una ragione pratica oltre a quella legale: materiale raccolto in questo modo non solo è inutilizzabile in giudizio, ma capovolge la posizione delle parti. La controparte smette di doversi difendere e comincia ad attaccare, e il procedimento si sposta dal comportamento che volevi dimostrare al modo in cui hai raccolto le prove.
Cosa ricevi
Una relazione con la cronologia degli spostamenti — orari, luoghi, durata delle permanenze, persone incontrate — accompagnata da fotografie e video con riferimenti temporali. Il documento è pensato per essere letto da un avvocato e allegato agli atti.
Quando l'attività non produce nulla di rilevante, lo scriviamo con la stessa precisione. Anche l'assenza di riscontri è un'informazione, e chi ti promette che troverà qualcosa in ogni caso ti sta dicendo che qualcosa te la scriverà comunque.
Domande frequenti
Quanti giorni servono?
Dipende dalla regolarità delle abitudini del soggetto. Chi ha una routine stabile si documenta spesso in due o tre giornate mirate; chi ha orari imprevedibili può richiederne cinque o più, distribuite su alcune settimane.
Posso far mettere un GPS sull'auto di mio marito?
Se il veicolo è cointestato o nella tua disponibilità la questione è meno netta, ma resta delicata e va valutata caso per caso con un legale. Su un veicolo intestato esclusivamente a un'altra persona, no.
Il soggetto può accorgersene?
Il rischio non è mai zero. Lo riduciamo alternando operatori e mezzi, e sospendendo l'attività quando le condizioni la rendono rischiosa: preferiamo perdere una giornata che bruciare l'indagine.
Posso venire con voi?
No. La presenza di una persona coinvolta emotivamente compromette l'attività e la sicurezza di tutti.