Un'impresa può subire danni rilevanti prima ancora di rendersene conto. Un dipendente che si assenta sistematicamente con certificati di comodo, un commerciale che dirotta clienti verso una società costituita di nascosto, informazioni riservate che escono dall'azienda: quando il fatto emerge, il danno è già accumulato.
Il problema, per il datore di lavoro, è che intervenire senza prove è rischioso quanto non intervenire. Un licenziamento contestato e poi annullato costa più del comportamento che voleva sanzionare.
Le richieste più frequenti
Assenteismo e uso improprio dei permessi. Verifica delle attività svolte durante assenze per malattia o permessi ex legge 104. L'accertamento riguarda esclusivamente comportamenti tenuti in luogo pubblico e verificabili dall'esterno.
Concorrenza sleale e storno di clientela. Ex dipendenti o collaboratori che sfruttano rapporti e informazioni acquisiti in azienda, spesso tramite società intestate a terzi. L'indagine ricostruisce i collegamenti societari e documenta i contatti commerciali.
Tutela del know-how. Fuoriuscita di progetti, listini, banche dati clienti, procedure riservate.
Verifica di affidabilità di controparti. Prima di un contratto rilevante, di una fornitura strategica o di un'operazione societaria: consistenza reale dell'impresa, assetti proprietari effettivi, contenziosi in corso, situazione patrimoniale.
Uso non autorizzato di beni aziendali. Veicoli, carte carburante, dotazioni impiegate per finalità personali o per attività concorrenti.
I limiti che rispettiamo
Il controllo del lavoratore è materia delicata e regolata. L'art. 4 dello Statuto dei Lavoratori riserva al datore di lavoro e ai suoi collaboratori la vigilanza sull'attività lavorativa vera e propria, e limita i controlli a distanza. La Cassazione ha però confermato più volte la legittimità del ricorso a un'agenzia investigativa quando l'accertamento riguarda condotte illecite del lavoratore e non il suo rendimento (tra le altre, Cass. n. 8373/2018).
Perché l'accertamento regga, devono ricorrere alcune condizioni:
- Un sospetto già esistente. L'indagine deve nascere da un fondato sospetto di comportamento illecito, non da un controllo esplorativo generalizzato sul personale.
- Carattere occasionale. La verifica è mirata e circoscritta nel tempo, non una sorveglianza sistematica e continuativa.
- Necessità. Si ricorre all'investigatore quando l'accertamento non è ottenibile con strumenti interni all'azienda.
In pratica: possiamo documentare cosa fa un dipendente durante un'assenza per malattia o un permesso, in luogo pubblico e osservabile dall'esterno. Non possiamo sorvegliarlo mentre svolge la prestazione lavorativa, né accedere alla sua posta elettronica o ai suoi dispositivi, né installare strumenti di controllo occulto sulla postazione.
È un vincolo che protegge anche te: un accertamento condotto oltre quei limiti rende inutilizzabile il materiale e trasforma un procedimento disciplinare fondato in una causa che l'azienda perde. Per questo, prima di accettare l'incarico, valutiamo con te se i presupposti ci sono — ed è utile che il tuo consulente del lavoro sia coinvolto fin dall'inizio.
Cosa consegniamo
Una relazione strutturata per essere allegata a una contestazione disciplinare o depositata in giudizio: cronologia dei fatti, documentazione fotografica e video, visure e riscontri documentali, sintesi conclusiva. Restiamo disponibili per chiarimenti con il tuo consulente del lavoro o legale.
Per le verifiche che riguardano la solidità economica di una controparte l'attività si integra spesso con l'accertamento patrimoniale.